9) Copernico. Perch gli antichi ritenevano la Terra immobile.
Per Copernico non si trattava solo di confrontarsi con la forza
dell'osservazione diretta, ma anche con delle (apparentemente)
solide obiezioni scientifiche: la pesantezza dei corpi, il moto
rettilineo, il moto circolare. Se la Terra gira intorno a se
stessa nel breve tempo di ventiquattro ore, come mai non siamo
lanciati nello spazio a causa della forza centrifuga? Che cosa ci
tiene legati alla Terra?.
N. Copernico, De revolutionibus orbium coelestium, primo, capitolo
settimo (pagine 37-40).

A questo proposito, i filosofi pi antichi si sono sforzati di
collocare la Terra immobile al centro dell'universo con diversi
ragionamenti, ma fra essi mettono dinanzi a tutti la causa della
pesantezza e della leggerezza. Effettivamente, la materia di cui 
fatta la Terra  la pi pesa, e tutte le cose pesanti sono portate
verso di essa, tendendo esse a penetrarvi per raggiungerne il
centro. Infatti, avendo la Terra la forma di un globo, verso il
quale i gravi, per la loro propria natura, cadono da ogni parte
formando degli angoli retti con la sua superficie, essi, se non
fossero trattenuti sulla superficie stessa, concorrerebbero al suo
centro...: ma le cose che si portano verso il centro della Terra,
sembrano tendere ad esso, per fermarvisi. A maggior ragione,
dunque, la Terra intera riposer su tale centro, e come quella che
riceve su di s tutte le cose che cadono, rimarr immobile per il
suo stesso peso. La medesima cosa cercano di provarla anche
ragionando sul moto e sulla natura che gli  propria. Infatti,
Aristotele dice che il movimento di un corpo unico e semplice
dev'essere semplice, e che il movimento semplice o  rettilineo, o
 circolare; e dei movimenti in linea retta, che sono verso l'alto
o che sono verso il basso. Perci, ogni movimento semplice o tende
al centro, cio va verso il basso, o parte dal centro, cio va
verso l'alto, o gira intorno al centro, cio  circolare. In
verit, soltanto alla Terra e all'acqua, per il fatto che sono
pesanti, si addice portarsi verso il basso, cio tendere al
centro; all'aere e al fuoco, invece, che sono dotati di
leggerezza, si addice salire verso l'alto e allontanarsi dal
centro. Sembra conforme alla loro natura che questi quattro
elementi siano dotati di movimento rettilineo, e che invece i
corpi celesti girino in tondo intorno al centro. Questo il
pensiero di Aristotele. Se dunque - aggiunge Tolomeo Alessandrino
- la Terra si muovesse, per lo meno con una rotazione quotidiana,
bisognerebbe che accadesse tutto il contrario di quello che si 
appena finito di dire. Tale movimento, infatti, che in 24 ore
soltanto fa fare alla terra un'intera rotazione, dovrebbe essere
violentissimo, e di una velocit mai vista. Le cose, poi, che sono
trascinate in una rotazione rapidissima, sembra che non siano per
nulla capaci di rimanere insieme, e che anzi anche le pi unite
debbano disgregarsi, a meno che non siano tenute insieme da una
specie di coerenza; e gi da un pezzo -  sempre Tolomeo che parla
- bench questo sia estremamente ridicolo, i frammenti della
Terra, andata letteralmente in pezzi, avrebbero infranto la stessa
volta celeste e a maggior ragione non avrebbero resistito in alcun
modo gli esseri animati e tutte le altre cose pesanti che non sono
attaccate alla Terra medesima. Inoltre, neppure le cose che cadono
andrebbero diritte e perpendicolari al luogo verso cui si sono
dirette inizialmente,  luogo che in cos rapida rotazione,
scorrerebbe sotto di esse mentre cadono. Infine, vedremmo le nubi
e tutto ci che  sospeso per aria spostarsi sempre verso
occidente.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
dodicesimo, pagine 110-111.
